Papa Francesco a Giubileo sacerdoti (San Paolo fuori le Mura), “servi inutili” e “strumenti dell’incontro della gente con la misericordia di Dio

Siamo “segno e strumento” dell’amore misericordioso di Dio verso il peccatore se “veramente la gente si incontra con il Dio misericordioso. A noi spetta ‘far sì che si incontrino’, che si trovino faccia a faccia. Quello che poi faranno è cosa loro”. Lo ha detto questo pomeriggio il Papa ai sacerdoti convenuti nella basilica di san Paolo fuori le Mura dove il Pontefice sta svolgendo la terza meditazione della giornata in occasione del Giubileo dei presbiteri. Dal Papa anche il monito a non essere autoreferenziali. “Siamo servi inutili. Ecco, strumenti e segni che furono molto utili per altri due che si unirono in un abbraccio, come il padre col figlio”, ha aggiunto richiamando la parabola al centro della meditazione mattutina a san Giovanni in Laterano. Terza caratteristica “propria del segno e dello strumento è la loro disponibilità. Che sia pronto all’uso lo strumento, che sia visibile il segno. L’essenza del segno e dello strumento è di essere mediatori. Forse qui si trova la chiave della nostra missione in questo incontro della misericordia di Dio con l’uomo”. Sant’Ignazio diceva di “non essere impedimento”. Un buon mediatore “è colui che facilita le cose e non pone impedimenti”, ad esempio un sacerdote che evita “l’impedimento di avere sempre l’aspetto di uno molto occupato”, conclude Francesco rievocando il “grande confessore” argentino, il padre Cullen che in confessionale aspettava la gente aggiustando palloni di cuoio per i ragazzi o leggendo un dizionario di cinese, “disponibile per l’essenziale”. “Il problema è che la gente non si avvicina quando vede il suo pastore sempre impegnato”.

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