Papa Francesco: a Giubileo sacerdoti (San Paolo fuori le Mura), “non perdere lo zelo, la vicinanza e la disponibilità per la gente “

Fuori programma per Papa Francesco al termine della terza meditazione nella basilica di san Paolo fuori le Mura. Parlando a braccio, con riferimento ad alcuni preti che si sentirebbero da lui “troppo bastonati”, il Pontefice ha ammesso: “Qualche bastonata o rimprovero c’è”, ma “sono edificato da tanti sacerdoti e preti bravi, ne ho conosciuti alcuni che quando non esistevano le segreterie telefoniche dormivano con il telefono sul comodino per non lasciare i fedeli morti senza sacramenti. Si alzavano a tutte le ore”. “Ringrazio il Signore per questa grazia. Tutti siamo peccatori, ma bisogna dire che ci sono tanti bravi e santi sacerdoti che lavorano in silenzio e di nascosto. A volte c’è uno scandalo, ma sappiamo che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”. Francesco ha raccontato di avere ricevuto ieri una lettera di un parroco italiano, responsabile di tre piccole parrocchie di montagna, scritta il 29 maggio e recapitatagli da un sacerdote amico del parroco, in questi giorni a Roma per il Giubileo. “Credo sia stato il Signore a darmi questo”. Dopo avere dato lettura della missiva, Francesco ha commentato: “Questo è un fratello nostro ce ne sono tanti così, anche qui sicuramente, ci segnala la strada. Andiamo avanti, non perdete la preghiera. Pregate come potete, anche se vi addormentate davanti al tabernacolo. Lasciarsi guardare dalla Madonna e guardarla come madre. Non perdere lo zelo, la vicinanza e la disponibilità per la gente e anche, mi permetto di dirvi, non perdere il senso dell’umorismo”.

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