Papa Francesco: a Giubileo sacerdoti (San Paolo fuori le Mura), “la miseria più assoluta e crudelissima è quella di un bambino senza genitori in balia degli avvoltoi”

“Le opere di misericordia sono infinite, ciascuna con la sua impronta personale, con la storia di ogni volto. Non sono soltanto le sette corporali e le sette spirituali in generale” ma sono” un’opera artigianale” che “si moltiplica come il pane nelle ceste, che cresce a dismisura” perché “la misericordia è feconda e inclusiva”. Lo ha detto il Papa nella meditazione, oggi pomeriggio, nella basilica di san Paolo fuori le Mura, per il Giubileo dei sacerdoti. “Di solito pensiamo alle opere di misericordia ad una ad una”, ma “se le guardiamo insieme, il messaggio è che l’oggetto della misericordia è la vita umana stessa e nella sua totalità” in quanto “carne” e “spirito”. La famiglia, ha aggiunto Francesco, “è quella che pratica queste opere di misericordia in maniera così adatta e disinteressata che non si nota, ma basta che in una famiglia con bambini piccoli manchi la mamma perché tutto vada in miseria. La miseria più assoluta e crudelissima è quella di un bambino per la strada, senza genitori, in balia degli avvoltoi”. Ora, secondo il Papa, “si tratta di ‘agire’, e non solo di compiere gesti ma di fare opere, di istituzionalizzare, di creare una cultura della misericordia”. E per le opere di misericordia lo Spirito santo sceglie gli strumenti “più umili e insignificanti”. “Servi inutili”, che “il Signore benedice con la fecondità della sua grazia”, conferma “che si sta lavorando nelle sue opere di misericordia”. Una riflessione, infine, sul “popolo fedele” al quale “piace raccogliersi intorno alle opere di misericordia, basta venire alle udienza generali del mercoledì”. “La presenza massiccia del nostro popolo fedele nei nostri santuari e pellegrinaggi, presenza anonima per eccesso di volti e per il desiderio di farsi vedere solo da Colui e Colei che li guardano con misericordia, come pure per la collaborazione numerosa che, sostenendo col suo impegno tante opere solidali, dev’essere motivo di attenzione, di apprezzamento e di promozione da parte nostra”. Di qui una duplice richiesta: le grazie a Dio “di lasciarci guidare dal sensus fidei del nostro popolo fedele, e anche dal suo ‘senso del povero”. Entrambi i “sensi” sono legati al “sensus Christi”, all’amore e alla fede che la nostra gente ha per Gesù.

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