Papa Francesco: a Giubileo sacerdoti (San Giovanni in Laterano), usare “il nostro peccato” come “ricettacolo della misericordia”

“Buongiorno cari sacerdoti! Cominciamo questa giornata di ritiro spirituale. E anche credo che ci farà bene pregare gli uni per gli altri, ossia in comunione. Un ritiro, ma in comunione, tutti!”. Esordisce a braccio Papa Francesco nella meditazione per il ritiro spirituale guidato oggi nella basilica di san Giovanni in Laterano, in occasione del Giubileo dei sacerdoti (1-3 giugno). Nella prima meditazione odierna, che precede quelle che il Pontefice svolgerà in tarda mattinata nella basilica di santa Maria Maggiore, e nel pomeriggio a san Paolo fuori le mura, Francesco sceglie di commentare la parabola del padre misericordioso e premette: “Prima una piccola introduzione, per tutto il ritiro”. “Niente unisce maggiormente con Dio che un atto di misericordia” ripete due volte il Papa, e aggiunge fuori testo, “questa non è un’esagerazione, sia che si tratti della misericordia con la quale il Signore ci perdona i nostri peccati, sia che si tratti della grazia che ci dà per praticare le opere di misericordia in suo nome”. “Io penso qui – dice ancora a braccio – a quei confessori impazienti che bastonano i penitenti che li rimproverano… almeno voi non fate queste cose”, l’esortazione ai sacerdoti. La misericordia “ci permette di passare dal sentirci oggetto di misericordia al desiderio di offrire misericordia. Possono convivere, in una sana tensione, il sentimento di vergogna per i propri peccati con il sentimento della dignità alla quale il Signore ci eleva. Possiamo passare senza preamboli dalla distanza alla festa, come nella parabola del figlio prodigo” e “utilizzare come ricettacolo della misericordia il nostro stesso peccato”. “Ripeto questo – ha detto ancora a braccio – che è la chiave della prima meditazione: utilizzare come ricettacolo della misericordia il nostro stesso peccato”.

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