Papa Francesco: a Giubileo sacerdoti (Santa Maria Maggiore), “contemplare chi si è lasciato ricreare il cuore dalla misericordia”

“Ci può far bene contemplare altri che si sono lasciati ricreare il cuore dalla misericordia, e osservare in quale ‘ricettacolo’ l’hanno ricevuta”. È questo il suggerimento offerto da Papa Francesco nella seconda meditazione del ritiro dei sacerdoti riuniti a Santa Maria Maggiore per il loro Giubileo. Una decina gli esempi richiamati dal Papa, a cominciare da Paolo che riceve la misericordia “nel duro e inflessibile ricettacolo del suo giudizio modellato dalla Legge” mentre Pietro “riceve la misericordia nella sua presunzione di uomo assennato”. “Pietro – ha aggiunto – è stato sanato nella ferita più profonda che si può avere, quella di rinnegare l’amico”. “E l’hanno fatto Papa”, ha commentato sorridendo Francesco. Pietro, risanato, si trasformò “in un Pastore misericordioso, in una pietra solida sopra la quale si può sempre edificare”. “Il segno di Pietro crocifisso a testa in giù – ha evidenziato il Papa – è forse il più eloquente di questo ricettacolo. Pietro non vuole concludere la sua vita dicendo: ‘Ho imparato la lezione’, ma dicendo: ‘Poiché la mia testa non imparerà mai, la metto in basso’. Più in alto di tutto, i piedi lavati dal Signore”. C’è poi Giovanni, “guarito nella sua superbia di volere riparare al male col fuoco”, e Agostino che “è stato guarito nella sua nostalgia di essere arrivato tardi all’appuntamento”. Francesco, invece, “riceve sempre di più la misericordia, in molti momenti della sua vita”. “Forse il ricettacolo definitivo – per il Papa – sarà stato il dover custodire in misericordioso silenzio l’Ordine che aveva fondato”. “Qui – ha riconosciuto – trovo la grande eroicità di Francesco”. “I piccoli gesti dei preti”, quelli “dove possiamo ricevere ed esercitare la misericordia infinita del Padre” rimandano invece al santo Curato d’Ars. Mentre, invece, per “il Cura Brochero, il Beato argentino che presto sarà canonizzato il suo ricettacolo finì per essere il suo stesso corpo lebbroso”.

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