Monsignor Galantino: “chiese dignitose ma non sfarzose e inaccessibili ai più poveri”

Come devono essere gli edifici di culto nel nostro contesto europeo ed occidentale, nel tempo di Papa Francesco? “Se dovranno essere dignitosi non potranno essere, però, sfarzosi e inaccessibili proprio per i più poveri. Si dovrebbe vedere già dall’esterno che essi possono essere luoghi ospitali per tutti, a cominciare dai meno abbienti”: è una delle risposte date oggi da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la sua prolusione dal titolo “Costruttori di Chiesa” in apertura del XV convegno liturgico internazionale “Viste da fuori. L’esterno delle chiese” in corso dal 2 al 4 giugno a Bose. L’evento è organizzato dal Monastero di Bose, dall’ufficio nazionale Cei per i beni culturali ed ecclesiastici, dal Consiglio nazionale archietti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. “Vale anche per gli edifici ecclesiali – ha sottolineato monsignor Galantino – l’auspicio che papa Francesco ha rilanciato nella Evangelii gaudium, sulla base di una opzione per i poveri come categoria teologica e non solo sociologica, filosofica o culturale: quello che i poveri si sentano, in ogni comunità cristiana, come ‘a casa loro’”.   Perché “al cospetto di una secolarizzazione che può comportare anche la marginalizzazione e l’impoverimento di una fetta importante della società – ha sottolineato – la Chiesa ha il dovere di porsi dalla sua parte e al suo fianco”.

 

 

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