Migranti: Tarquinio (Avvenire), “certi politici continuano senza legge(re), senza capire, senza vergogna”

“La verità è che Galantino ha ricordato all’Italia e alle altre nazioni europee leggi e valori-guida che esse stesse si sono liberamente dati e le responsabilità, anche molto gravi, che portano. Lo ha fatto alla scuola di papa Francesco, confermando l’impegno delle comunità cristiane”. È quanto scrive Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, nell’editoriale pubblicato all’indomani delle polemiche che hanno seguito l’intervista del segretario generale della Cei a “la Repubblica”. Per Tarquinio, “‘Accogliere tutti’, come titolava ieri con sintesi efficace ma eccessiva e perciò deformante, attribuendo al vescovo Nunzio Galantino una frase mai detta nel suo pur fervido rifiuto dell’ideologia dell’‘hotspot’ e facendo scendere in guerra ‘la Cei contro il Viminale’”. La replica del ministro dell’Interno Angelino Alfano – “Lui è vescovo, io ministro: non possiamo accogliere tutti” – secondo il direttore “sembra l’eco di un certo ‘Ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo’”. “Ci deve proprio essere un virus che circola nei Palazzi della capitale”, osserva Taruqinio, per il quale “un ministro che contrappone spericolatamente carità cristiana e regole civili può farlo solo se parla senza legge(re)”. Ovvero “senza ascoltare e capire ciò che Galantino in realtà aveva detto: ragionevoli princìpi umanitari, il dovere di una fattiva solidarietà intereuropea, una rinnovata richiesta di stabili ‘corridoi umanitari’, e infine una svolta fattiva e antidemagogica: smetterla di riempirsi la bocca con il famoso ‘aiutiamoli a casa loro’”.

Per alcuni – come il “giornale del potente gruppo industriale Angelucci, per la penna del direttore Vittorio Feltri” – bisognerebbe “smetterla di soccorrere chi rischia di affogare”, evidenzia Tarquinio, per il quale, secondo questi, “gli italiani, per dirla con papa Francesco, dovrebbero cominciare a balconear: mettersi al balcone del Mediterraneo, a braccia conserte, versare magari qualche lacrimuccia, e sentirsi finalmente in pace con se stessi: è l’accoglienza che uccide, mica l’indifferenza!”. C’è poi “Matteo Salvini ad accusare di essere ‘complice degli scafisti’ chi – come il segretario generale della Cei – spiega l’errore umano, legale e politico di impostare una gestione truce, carceraria e respingente di persone ‘colpevoli’ di esser state costrette a lasciare casa e patria e di ritrovarsi nella condizione di richiedenti asilo”. Per Tarquinio, “bisogna saper accogliere civilmente, secondo giuste regole” e “fermare la guerra che potenze d’Occidente e d’Oriente alimentano nel Siraq come in Africa”. E che certi media e certi politici continuano con parole mediocri e ciniche”. “Senza legge(re), senza capire, senza vergogna”, conclude il direttore.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa