Cinema e Chiesa: mons. Viganò (Santa Sede), “si incontrarono per la prima volta nel 1896 con le riprese a Leone XIII”

“Cinema e Chiesa si incontrano per la prima volta nel 1896, quando l’agente dei fratelli Lumière, Vittorio Calcina, ottenne il permesso di andare in Vaticano per filmare il sommo pontefice Leone XIII”. Lo ha ricordato questa mattina monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, parlando de “La Chiesa in scena. Lo sguardo del cinema sulle Chiese” al Monastero di Bose per il XIV Convegno liturgico internazionale organizzato in collaborazione con l’ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei e il Consiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. “In quel frangente – ha proseguito – il Papa, messo dinanzi alla macchina da presa, tracciò con la mano destra un segno di benedizione nell’aria. Una benedizione rivolta alla macchina da presa per i fedeli assenti”. “Anche il suo successore, Papa Pio X, ebbe un incontro con il cinema”, ha aggiunto mons. Viganò, che ha ricordato come questo “avvenne in occasione dell’inaugurazione del nuovo campanile di San Marco. Il Papa, vecchio patriarca di Venezia, godette delle immagini di quest’opera impresse sulla pellicola cinematografica”. Secondo il prefetto, “naturalmente dalla fascinazione che poteva esercitare la visione del campanile di San Marco alle moderne visioni cinematografiche qualcosa è necessariamente cambiato, in primis l’esperienza visiva degli spettatori oltre che uno sviluppo ed un affinamento del linguaggio cinematografico sia per quanto pertiene gli aspetti grammaticali sia relativamente alla tecnica”.

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