Parrocchie aperte: don Vinco (Cuore Immacolato -Verona), “la mia canonica è praticamente senza orari”

La vera accoglienza va anche al di là delle mura della chiesa. Lo afferma don Carlo Vinco, parroco del Cuore Immacolato di Maria – Tempio Votivo, la parrocchia della stazione di Verona. Con le sue parole, “A me fa male al cuore quando vedo un orario, nelle parrocchie: ‘Dalla tal ora alla tal ora’. E poi? Non c’è porta aperta, non c’è prete, non c’è diacono, non c’è laico che riceva la gente…”, secondo don Carlo il Papa “ci invita a uscire da un pericolo sempre in agguato, quello di burocratizzare il nostro ruolo e di ingessarsi su forme rigide”. Occorre distinguere, precisa, tra chiesa e canonica. “La mia chiesa – spiega – è aperta dalle 7 alle 12.30 e poi dalle 15 alle 19. Chiudiamo dopo la Messa della sera. Il problema del prolungamento o meno dell’apertura è legato alla possibilità di custodirla e proteggerla dai furti. Tutti noi qui a Verona abbiamo subito furti di arredi ed elemosine”. E’ invece praticamente “senza orari” la canonica. Questo, ammette, dipende dalla disponibilità, dall’età e dal numero dei preti. Nella canonica di don Carlo i preti sono due, e “con il fatto che siamo vicini alla stazione, la gente bussa a tutte le ore”. Attualmente il parroco ospita sette persone: 3 profughi di Ghana e Nigeria legati ai progetti della Caritas, uno studente in difficoltà economiche, un detenuto agli arresti domiciliari e altre due persone in situazione di disagio. “Un’esperienza molto positiva per tutti che ci trasmette vitalità, una sorta di termometro che tutti i giorni ci fa tastare il polso delle realtà più difficili  e la nostra capacità di accoglienza”.

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