Monsignor Galantino: a Repubblica, accoglienza “deve essere strutturata in tutti i 28 Paesi europei”

“Tempo fa Francesco chiese ai conventi e alle parrocchie di aprire le porte ai migranti. L’accoglienza non solo era precedente all’appello, ma si è rafforzata, unitamente a un lavoro di informazione sulle storie di quanti sbarcano in Europa, sulle cause della loro fuga”, così monsignor Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano “la Repubblica”. “Anche nelle nostre comunità ecclesiali sentiamo il bisogno di continuare a sensibilizzare i consigli pastorali, il mondo associativo, le famiglie – ha proseguito mons. Galantino – per evitare che anch’essi siano incapaci di leggere correttamente un fenomeno globale di persone che, come ha detto l’altro giorno Papa Francesco, ‘non sono un pericolo, ma sono in pericolo'”. Infine, il Segretario generale Cei ha delineato tre azioni di intervento. In primo luogo “l’accoglienza dei richiedenti asilo dev’ essere strutturata in tutti i 28 Paesi europei. Non si possono, infatti, salvare le persone e poi non offrirgli una possibilità di futuro”. Una seconda azione “concreta rimane quella di organizzare ‘corridoi umanitari’. In questo modo si eviterebbe anche la crescita di una tratta di esseri umani oggi gestita da mafie e da terrorismo”. La terza azione “riguarda la possibilità di offrire un permesso di protezione umanitaria a tutti i migranti ospitati in strutture da oltre un anno e che oggi costituiscono un popolo che si allarga sempre più. In questo modo si ripartirebbe dalla legalità per costruire successivamente percorsi di giustizia e di solidarietà”, ha concluso mons. Galantino.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori