Migranti: Kyenge, “Galantino? E’ Salvini a dover chiedere scusa”

(DIRE-SIR) – “Qui l’unico che deve chiedere scusa è Salvini, altro che Galantino. Deve chiedere scusa di spacciare ancora una volta per buone ricette anti-immigrazione, un armamentario fatto di respingimenti in mare e ruspe a go-go, ricette che non funzionano in nessuna parte del mondo. Infatti sono state disastrosamente applicate nel decennio sprecato della Lega al Governo. Mi sembra abbastanza”. Netta la posizione dell’eurodeputata Cecile Kyenge, in riferimento alle critiche mosse dal leader della Lega Matteo Salvini alla solidarietà mostrata da Monsignor Nunzio Galantino verso i migranti. Stamani, a Repubblica, il segretario della Cei ha espresso il suo rifiuto per la proposta del ministero dell’Interno di spostare gli hotpost sulle navi, suggerendo invece la creazione di canali umanitari legali e più sicuri. Kyenge all’agenzia Dire spiega ancora di trovare “inaudito ed insopportabile attribuire a Galantino di essere complice degli scafisti. Galantino- prosegue- ha l’unica colpa di dire una verità che fa male a Salvini, cioé che non servono muri e ruspe, ma soluzioni strutturali per sottrarre vite umane alla morte in mare, agli scafisti e all’illegalità”. Secondo l’ex ministro dell’Integrazione, “Galantino ha ragione. Le sue proposte sono anche le mie: servono innanzitutto corridoi, visti e permessi umanitari. Il patrimonio della Chiesa e dell’8×1000 all’accoglienza? Il contributo delle parrocchie e delle organizzazioni di ispirazione cristiana all’accoglienza è già impressionante, una verità che fa male alla Lega. Forse perché ha la coda di paglia: lei il suo patrimonio lo ha portato in Tanzania. Rispetto la preoccupazione di Galantino sugli hotspot galleggianti. Una preoccupazione comprensibile. Io non so se questo sia lo strumento giusto, non lo escludo, ma condivido l’atteggiamento prudente del Commissario Avramopoulos: quando saranno chiari i contorni della proposta, ci si potrà pronunciare”, conclude Kyenge. (www.dire.it)

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