Immigrazione: Impagliazzo (Sant’Egidio), “i corridoi umanitari, una delle risposte più efficaci”

“Di fronte alle tragedie che stanno avvenendo nel Mediterraneo, noi vediamo nei corridoi umanitari una delle risposte più efficaci perché finora non solo hanno funzionato bene ma vediamo anche che le persone che sono arrivate, si stanno integrando senza nessun tipo di problema e senza essere parcheggiate in strutture”. Lo ha detto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, sulla situazione dei flussi migratori nel Mediterraneo a margine questa mattina alla presentazione di una Guida on line per anziani. “Il numero di morti è molto alto”, ha detto Impagliazzo. “Ma in generale i dati ci dicono che gli arrivi sono essenzialmente uguali se non minori rispetto agli anni precedenti”. Il presidente della Sant’Egidio si trova d’accordo con quanto detto oggi dal segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galatino, secondo il quale “gli hotspot devono essere fatti a terra e non in mare perché – dice Impagliazzo – le nostre navi dobbiamo mandarle a salvare la gente e non a controllarla”. La Sant’Egidio ha lanciato quest’anno con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Tavola Valdese, il progetto-pilota dei “corridoi umanitari” che si propone di evitare i viaggi della morte con i barconi; impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini; concedere a persone in ‘condizioni di vulnerabilità’ un ingresso legale sul territorio italiano. Tra febbraio e maggio, sono già arrivate più di duecento persone, siriani in fuga dalla guerra, che vivevano nei campi profughi del Libano. Ma il progetto prevede l’arrivo di mille persone nell’arco di due anni. Sebbene al momento non è previsto un rafforzamento , “noi abbiamo chiesto un aumento del numero dei visti al ministero dell’Interno e degli Esteri – ha detto Impagliazzo – e siamo in attesa di una risposta ma già sappiamo che ci sono proposte di altre istituzioni di volerli allargare in altre zone”. L’appello della Sant’Egidio oggi è quello di non trattare “i temi della migrazioni a livello di paure e compagne elettorali, agitazione del momento. Non si è fatto un ragionamento serio sul tema dell’integrazione. Se capissimo – dice Impagliazzo – che l’integrazione è possibile ed è necessaria perché ce lo chiedono gli imprenditori, le famiglie che hanno bisogno di badanti, chi lavora nelle campagne, si avrebbe meno paura di accogliere e che i corridoi umanitari sono la vera soluzione per viaggi in sicurezza, e non solo per chi viaggia ma anche per i cittadini europei perché arrivano persone monitorate prima della partenza”.

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