Identità femminile: “Donne chiesa mondo” (Osservatore Romano), “maternità come capacità di cura in tutti gli ambiti della vita”

“Cercare di scendere un po’ più in profondità per indagare l’identità femminile: è questo lo scopo che ci prefiggiamo con i prossimi tre numeri di ‘donne chiesa mondo’. Un’indagine che non può che partire dal cuore della differenza, la maternità”, declinata come “capacità di cura, che le donne sanno esercitare in tutti gli ambiti, nella vita privata come in quella pubblica”. Lo si legge nell’editoriale del numero di giugno della rivista “donne chiesa mondo”, nata dall’“Osservatore romano”. “Curare gli altri, i piccoli come i deboli e gli anziani, occuparsi delle persone più fragili, non è facile, non esistono manuali con ricette pronte all’uso, eppure – scrive Giulia Galeotti – da sempre è un’arte che le donne imparano, esercitano e testimoniano nelle loro vite. Vuol dire una pratica costante della misericordia e un amore concreto, che lascia traccia nel tempo e costruisce rapporti”. Del resto, “la forza costruttiva della maternità sta, da sempre, nella sua universalità. Come dimostrano, al pari di quello che accade da millenni, le vicende che qui raccontiamo – dall’opera di suor Angela Bertelli in Thailandia con la sua Casa degli Angeli alla storia delle cinque donne che salvarono Mosè – non è necessario un parto per costruire e vivere un legame di cura materna”. “Lo sanno benissimo le religiose, madri senza gravidanza, che della capacità di cura verso i piccoli, i deboli, i fragili e gli ultimi, sono nel mondo quotidiana e meravigliosa testimonianza”.

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