Parrocchie aperte: don Padrini (Val Curone – Alessandria), “Sacerdoti e laici insieme, un ‘motore’ per la vita della parrocchia”

“Le parole del Papa riguardano tutti: sacerdoti, diaconi e laici perché Papa Francesco li accomuna nella disponibilità all’apertura delle parrocchie. Tutti, quindi, devono essere corresponsabili nella comunità e nella accoglienza di una comunità”. Così don Paolo Padrini, parroco delle parrocchie della Val Curone (Alessandria), segretario del vescovo della diocesi di Tortona, monsignor Vittorio Francesco Viola, e responsabile diocesano delle comunicazioni sociali, commenta le parole del Santo Padre sull’apertura delle parrocchie. “Tutta la chiesa deve essere aperta – ha spiegato don Paolo Padrini – sacerdoti e laici devono essere insieme un ‘motore’ per la vita della parrocchia, tutti devono sentirsi a casa propria e la loro casa deve essere aperta per tutti”. “Per me – ha proseguito – quello di papa Francesco è un impegno a coinvolgere il laicato, non solo a parole, non solo in modo formale, ma in modo sostanziale”. Infatti “le parrocchie devono essere luoghi aperti per dare testimonianza dell’incontro costante di Gesù Cristo, un incontro che si realizza nella chiesa che è il presidio fisico sul territorio”. La sollecitazione del Papa, ha proseguito, “noi sacerdoti la abbiamo ben presente perché l’orario dei sacerdoti non è un orario di lavoro. Quello del prete non è un lavoro ma un servizio. Il lavoro può essere part-time o full-time. Il servizio può essere soltanto a tempo pieno, altrimenti non è più servizio”

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