Parrocchie aperte: don Gonzalez Valdes (San Pier Damiano – Ravenna), “essere ponti e formare reti tra le persone”

“Sono cubano e da sacerdote straniero vedo una Chiesa italiana in prima fila nell’apertura verso il prossimo. Il Papa, con le parole pronunciate domenica scorsa, ci ha indicato nuovamente la strada. Ci chiede di andare oltre, di essere ancora più radicali nell’accoglienza”. Sono le parole di don Alain Gonzalez Valdes, vice parroco a San Pier Damiano, popolosa parrocchia di Ravenna, e direttore della Caritas diocesana. “La via dell’accoglienza e dell’integrazione è la sola possibile di fronte al fenomeno dell’immigrazione. E le parrocchie in questo ambito possono svolgere un ruolo importante: quello di essere ponti e formare reti tra le persone”. San Pier Damiano è una popolosa parrocchia della periferia di Ravenna. Conta circa 8 mila abitanti dei quali il 15% sono stranieri. “Le difficoltà sono tante – confessa il sacerdote – ma qui mi trovo molto bene. Forse il fatto di essere io stesso straniero mi ha aiutato a capire le difficoltà di chi arriva qui e chiede aiuto. Qui non conosciamo distinzioni di razza, lingua o religione”. In questo periodo, don Alain sta organizzando il Grest in vista dell’estate e, racconta, “ho come animatori anche due ragazzi musulmani. In precedenza hanno partecipato alla nostra festa parrocchiale. Ci sono anche diversi bambini di religione islamica che si sono già iscritti al centro estivo, svolgono attività in parrocchia con noi e pregano con noi. Mi sto misurando con questa nuova esperienza e sono contento. Le resistenze e i pregiudizi vengono solo dall’ideologia”.

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