Parrocchie aperte: mons. Marchesi (vicario generale Cremona), “bene ribadire lo stile del servizio ai fedeli”

“Quello del Papa è uno stimolo positivo per noi preti e per i laici impegnati in parrocchia alla disponibilità e all’accoglienza reale delle persone che si traduce visibilmente nell’apertura della porta della chiesa”. Così monsignor Mario Marchesi, vicario generale della diocesi di Cremona, all’indomani dell’invito di Francesco, ieri nell’omelia della Messa per il Giubileo dei diaconi, a tenere le chiese aperte il più possibile, ben oltre gli attuali orari. “Un suggerimento molto valido, è bene ribadire quello che deve sempre essere lo stile del servizio ai fedeli, una costante disponibilità”. Più difficile, invece, secondo mons. Marchesi, garantire un orario di apertura delle chiese più prolungato. Tranne la chiesa di san Girolamo, in centro città, aperta tutto il giorno (ma non la notte) per l’adorazione perpetua, le chiese cremonesi, spiega, “sono chiuse nell’intervallo del pranzo, dalle 12 alle 15, ma non abbiamo mai avuto richiesta di tenerle aperte in quella fascia oraria. In alcune parrocchie è stato fatto ma non è venuto nessuno. Tenerle aperte non avrebbe molto senso”. E poi, aggiunge, “servirebbe una sorveglianza. Alcune parrocchie sono state scottate da furti di arredi, candelieri, pissidi, quadri”.  In diocesi “non vi sono molti diaconi permanenti, ma su 350mila abitanti si contano 315 preti. Un fedele che avesse bisogno ‘fuori orario’ del parroco o di un sacerdote – assicura – potrebbe chiamarlo al telefono. Lo troverebbe sempre”.

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