Parrocchie aperte: Massimo Franzi (diacono Genova), “coinvolgere i laici e investire sui fedeli”

“Una porta di una chiesa chiusa è segno di abbandono tanto in città quanto nei piccoli paesi” e, se è vero che “non deve fare tutto il prete”, allora “dobbiamo coinvolgere i laici e le persone ben formate”. È il pensiero di Massimo Franzi, diacono e responsabile della Stella Maris di Genova, in merito all’auspicio di Papa Francesco di trovare le porte delle chiese sempre aperte. “La cappella della nostra sede della Stella Maris di Genova – aggiunge – è aperta fino alle 22,30 e anche nella pausa pranzo, perché i marittimi che arrivano in porto possono scendere a terra solo in determinati orari e questi di solito coincidono con gli orari di chiusura delle chiese”. “In effetti – precisa – per me che lavoro, passare al sabato mattina di fronte alla stessa chiesa e trovarla già chiusa alle 11 o alle 11,30 o alle 19 di sera dà proprio l’impressione di un orario da ufficio”. Però, osserva, “capisco che la realtà che vivo io con i marittimi è particolare e che per altri contesti bisogna vedere caso per caso”. Infatti, “ci sono senz’altro realtà differenti e variegate con chiese situate in zone dove magari la criminalità è molto presente, e quindi si pongono questioni di sicurezza, oppure altre chiese con un patrimonio artistico da salvaguardare, e quindi con problematiche di controllo e gestione”. Quel che è certo è che “se mancano i sacerdoti o i diaconi, allora è necessario coinvolgere i laici e investire un po’ sui nostri fedeli”.

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