Parrocchie aperte: don D’Antoni (Maria Madre della Chiesa), accogliere “è il nostro dovere da cristiani e da sacerdoti”

“La nostra parrocchia dal 2008 accoglie i migranti, trasformando nei momenti di massimo afflusso la chiesa in un dormitorio. Poi al mattino si torna alle normali attività ecclesiali. Dal 2008 apriamo la chiesa dalle 20 alle 24 per dare la possibilità ai residenti, agli ultimi e ai migranti di pregare”. Lo afferma don Carlo D’Antoni, parroco della parrocchia Maria Madre della Chiesa, nel quartiere di Bosco Minniti, zona all’estrema periferia nord della città di Siracusa. “Da dieci anni a oggi – spiega – abbiamo accolto oltre 25mila profughi, ospitati nei locali parrocchiali. Non tutti i fedeli capiscono, c’è chi vorrebbe starsene in pace. Ma questo è il nostro dovere da cristiani e da sacerdoti. La chiesa è la casa di tutti. Questo Papa, che io ho sempre apprezzato e seguito sin da quando era semplice sacerdote, con gesti e parole semplici ci permette di riflettere sulla missione dei laici e di noi sacerdoti. A Siracusa l’appello lanciato da Papa Francesco è già una realtà”. L’arcidiocesi, per volontà dell’arcivescovo emerito monsignor Giuseppe Costanzo e dell’attuale arcivescovo monsignor Salvatore Pappalardo, ha aperto la casa “Sara e Abramo” che accoglie persone senza tetto di Siracusa, alle quali offre un pasto giornaliero.

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