Istat: l’Italia ha speso meno degli altri Paesi Ue per il sistema di protezione sociale

La spesa per prestazioni sociali è pari al 27,7% del Pil nella media dei Paesi Ue, mentre è al 28,6% in Italia. È quanto emerge dal Rapporto Istat 2016 sulla situazione del Paese, presentato oggi a Montecitorio. Le percentuali più alte – riporta la ricerca – sono quelle di Danimarca, Francia, Finlandia e Grecia (per tutti i paesi tra il 32,1 e il 30,3% nel 2013). I sistemi di welfare dei diversi Paesi hanno reagito in maniera diversa allo shock della crisi. Regno Unito e Svezia sono intervenuti contenendo la spesa sociale mentre Danimarca, Germania e Paesi Bassi l’hanno aumentata nel 2008 e nel 2009. L’Italia ha speso meno degli altri Paesi europei per il suo sistema di protezione sociale. Nel 2014, infatti, scrive l’Istat, la quota di persone a rischio povertà si è ridotta di 5,3 dopo i trasferimenti, mentre la riduzione media nell’Ue27 è stata di 8,9 punti. Chi ha studiato vive più a lungo, soprattutto se uomo. È questo uno dei risultati delle analisi condotte dall’Istat nel Rapporto di quest’anno, che scrive che il titolo di studio incide sulla speranza di vita, soprattutto tra gli uomini. Infatti tra gli over65 uomini e donne con un titolo di studio elevato hanno un vantaggio di 2,0 (uomini) e 1,2 (donne) anni di vita.

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