Istat: aumentata la povertà relativa per i minori a causa della crisi

I minori sono il gruppo, che ha pagato di più le conseguenze della crisi per povertà e deprivazione in quanto hanno peggiorato la loro condizione anche rispetto alle generazioni più anziane. È quanto emerge dal Rapporto Istat 2016 sulla situazione del Paese, presentato oggi a Montecitorio. L’incidenza di povertà relativa per i minori, che si era attestata tra l’11 e il 12% tra il 1997 e il 2011, è arrivata al 19% nel 2014. Tra gli anziani, invece, che nel 1997 avevano un’incidenza di povertà 5 punti più alta di quella dei minori, c’è stato un miglioramento progressivo, proseguito fino al 2014, quando l’incidenza era di 10 punti percentuali inferiore a quella dei giovani. La zona geografica di residenza, si legge nel Rapporto, insieme al titolo di studio del capofamiglia, si può associare con il rischio di povertà. Infatti i minori del Mezzogiorno e quelli che vivono in famiglie con a capo una persona con titolo di studio basso (massimo licenza elementare) presentano un rischio di povertà relativa quattro volte superiore ai residenti nel Nord e a coloro che vivono con una persona di riferimento che ha almeno un diploma.

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