Istat: Alleva (presidente), “Italia sta uscendo dalla recessione”, ma occorrono riforme, investimenti, istruzione

“L’Italia sta finalmente uscendo da una recessione lunga e profonda, senza termine di paragone nella storia di cui l’Istat è stato testimone in questi 90 anni. Inevitabilmente, quindi, il periodo appena trascorso ha inciso su numerosi aspetti del sistema economico e sociale, in modi e con manifestazioni differenti”. Giorgio Alleva, presidente dell’Istat, illustrando oggi a Roma il Rapporto 2016 sulla situazione demografica, economica, sociale e culturale del Paese, ha dapprima tracciato le direttrici di sviluppo e i problemi emersi nella Penisola dagli anni ’20 del Novecento al 2000, per poi focalizzarsi su una lettura della realtà odierna, anche alla luce delle trasformazioni epocali recenti e in corso, dalla caduta del Muro di Berlino alla globalizzazione, dall’avvento di internet alla crisi economica e demografica degli ultimi anni. “Sono emerse alcune criticità, relative – ha tra l’altro affermato Alleva – all’efficacia del sistema redistributivo e alla tenuta di quello produttivo; sono venuti alla luce elementi positivi, quali la maggiore sostenibilità del debito pubblico, la capacità competitiva sui mercati esteri, il miglioramento delle condizioni degli anziani”. Non di meno “hanno confermato la loro importanza alcune strategie, prima fra tutte il ruolo protettivo del capitale umano per i singoli individui, con ricadute positive per l’intera società, e più in generale gli investimenti come chiave di volta della ripresa”.
Quindi un’ulteriore osservazione: “Nel guardare al futuro del Paese occorre considerare attentamente il ruolo degli interventi di natura pre-distributiva. Si includono tra questi: misure in grado di incidere sul funzionamento dei mercati, a partire da quello del lavoro; politiche industriali; interventi che consentano agli individui di dotarsi di capacità meglio remunerate sul mercato (anzitutto quelli che riguardano l’istruzione, a partire dalla primissima infanzia); infine politiche per la salute”. In questo contesto, “un ruolo fondamentale spetta alle scelte pubbliche in materia di investimenti e di spesa, soprattutto sul piano della qualità: scelte che l’Istat è in grado di accompagnare e di corroborare sia nella fase della loro formazione, sia in quella della loro valutazione”.

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