Giovani: Eurobarometro (per Eye2016), “under30 italiani con poche esperienze all’estero”. Molta fiducia nei social

Strasburgo, 20 maggio: al Parlamento europeo è in corso Eye2016

(Strasburgo) – In Italia il 78% dei giovani tra i 16 e i 30 anni, quasi otto su dieci, “si sente emarginato dalla crisi”, oltre 20 punti percentuali in più rispetto alla media europea. “Allo stesso tempo, più della metà non è interessata a trasferirsi in un altro Paese Ue per studiare o lavorare”. Sono alcuni dati che emergono dall’ultimo Eurobarometro, commissionato dal Parlamento europeo, e condotto tra il 9 e il 25 aprile su un campione di 10.964 giovani. Eurobarometro viene pubblicato in contemporanea con l’avvio, a Strasburgo, della due giorni di Eye2016, kermesse per i giovani sul futuro dell’Europa. “In 20 Paesi su 28 dell’Unione europea, la stragrande maggioranza dei giovani – riferisce l’istituto demoscopico della Commissione – si sente emarginata dalla crisi, con i Paesi più colpiti che fanno registrare i dati più negativi: si va infatti dagli oltre nove greci su dieci (93%) a meno di tre tedeschi su dieci (27%). Tuttavia, soltanto il 15% degli intervistati tra tutti i Paesi Ue riferisce di essersi sentito obbligato a lasciare il proprio Paese a causa della crisi”. Secondo l’indagine, il 61% dei giovani in Europa “non vuole studiare o lavorare in un altro Paese europeo, una cifra che si abbassa al 52% se vengono presi in considerazione soltanto gli italiani”. Per quanto riguarda l’Italia, il 41% esprime invece il desiderio di fare un’esperienza all’estero, “un dato ben più alto rispetto alla media Ue del 32%”.
D’altro canto l’Italia detiene “la maglia nera per quanto riguarda i giovani tra i 16 e i 30 anni a non aver mai fatto un’esperienza accademica o lavorativa in un altro Paese europeo (ben il 95%, contro l’88% della media Ue)”. Sempre secondo Eurobarometro, nove giovani europei su dieci “ritengono che sia importante studiare il funzionamento dell’Ue e delle sue istituzioni”. E il 51% crede che “votare alle elezioni europee sia la miglior maniera di partecipare alla vita pubblica nell’Unione”; mentre in Italia è dello stesso parere soltanto il 44% dei giovani. I giovani italiani sono tra i più ottimisti d’Europa per quanto riguarda l’impatto dei social media sulla democrazia: il 63% ritiene che con il loro avvento si sia fatto un passo avanti “considerevole”, permettendo a tutta la popolazione di prendere parte al discorso pubblico.

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