Golden Globe 2018: la denuncia contro la violenza sulle donne domina la serata

A vincere il maggior numero di premi è stato “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (“Three Billboards outside Ebbing, Missouri”) di Martin McDonagh, tra cui miglior interprete drammatica Frances McDormand. Tema dominante nella cerimonia dei Golden Globe è stato la lotta contro la violenza sulle donne, al centro dei discorsi dei vincitori – tra i tanti quello di Oprah Winfrey, Laura Dern e della stessa McDormand –, così come nelle storyline delle opere premiate.

(Foto: AFP/SIR)

Si è da poco conclusa a Hollywood, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio 2018, la 75ª edizione dei Premi Golden Globe, i riconoscimenti della stampa estera assegnati al cinema e alla televisione, considerati l’anticamera dei Premi Oscar. A vincere il maggior numero di premi è stato “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” (“Three Billboards outside Ebbing, Missouri”) di Martin McDonagh, tra cui miglior interprete drammatica Frances McDormand. Tema dominante nella cerimonia dei Golden Globe è stato la lotta contro la violenza sulle donne, al centro dei discorsi dei vincitori – tra i tanti quello di Oprah Winfrey, Laura Dern e della stessa McDormand –, così come nelle storyline delle opere premiate. Altro tema ricorrente il “Messico”: sull’onda delle tensioni di carattere politico legate alla presidenza Trump, del muro di sbarramento tra Messico e Stati Uniti, colpisce l’attenzione di Hollywood verso il cinema messicano, premiando come miglior regista Guillermo del Toro per “La forma dell’acqua” (“The Shape of Water”) e come il miglior film animato “Coco” della Disney, una storia interamente ambientata in Messico.

“Tre manifesti a Ebbing, Missouri” e Frances McDormand in pole per gli Oscar

Se i Golden Globe generalmente anticipano le nomination e i premi Oscar – nomination attese per il 23 gennaio, mentre la cerimonia sarà il 4 marzo 2018 -, allora è possibile che “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” sia uno dei protagonisti della 90ª edizione degli Academy Awards. Il film scritto e diretto da Martin McDonagh, passato in Concorso alla 74ª Mostra del Cinema di Venezia – dove ha preso il premio per la miglior sceneggiatura –, ora si porta a casa i Golden Globe per miglior film drammatico, interprete drammatica Frances McDormand, attore non protagonista Sam Rockwell e sceneggiatura dello stesso McDonagh. Il film, che uscirà nelle sale italiane da giovedì 11 gennaio, è un potente e originale racconto sul coraggio di una donna, di una madre, che non si arrende di fronte alla violenza subita dalla figlia, all’incapacità delle forze dell’ordine di trovare i colpevoli e all’indifferenza mostrata dalla cittadina rurale di Ebbing negli Usa. La donna lotta contro tutti, urlando il suo dolore, affiggendo cartelli stradali con messaggi disperati per svegliare dal torpore i possibili testimoni del crimine. Un film sul desiderio di verità, di giustizia, di riscatto.

Una scena del film “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”

Il presidente della Commissione nazionale valutazione film della Cei, Massimo Giraldi, che ha visto in anteprima il film al Festival di Venezia nella Giuria cattolica internazionale del Premio Signis, dichiarato al Sir:

“Tema delicato e rovente, che sceneggiatura e regia di McDonagh gestiscono con attenzione e incisività, con una grande forza espressiva. Centrale è l’interpretazione della McDormand, una madre coraggio che si ribella dinanzi al silenzio omertoso dei concittadini. Film arrabbiato, di chiara denuncia, ma capace anche di trasmettere uno sguardo di fiducia, di possibile perdono”.

Golden Globe al cinema

A vincere il premio per la miglior regia è stato Guillermo del Toro per “La forma dell’acqua”, fresco anche del Leone d’oro alla 74ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia nel 2017 – una conferma che le scelte del direttore artistico Alberto Barbera e dei suoi selezionatori sono sempre lungimiranti, pronte a cogliere la qualità delle proposte del cinema internazionale –, film che riceve anche il premio per la miglior colonna sonora di Alexandre Desplat. Altro titolo favorito per gli Oscar 2018.

Nella commedia vince come miglior film “Lady Bird” firmato da Greta Gerwing, attrice classe 1983 al suo esordio alla regia, che permette anche alla giovane attrice Saoirse Ronan di ottenere il suo primo Golden Globe come miglior interprete (nominata già per “Espiazione” nel 2008 e “Brooklyn” nel 2016).

Miglior attore drammatico è Gary Oldman per “L’ora più buia” (“Darkest Hour”) di Joe Wright, sulla figura di Winston Churchill durante la Seconda guerra mondiale, mentre miglior attore nella commedia è James Franco per “The Disaster Artist”. Miglior attori non protagonisti sono il citato Sam Rockwell e Allison Janney, quest’ultima nel biopic “I, Tonya” sulla pattinatrice Tonya Harding.

Miglior film straniero è il tedesco “Oltre la notte” (“Aus dem Nichts”) di Fatih Akın, passato in concorso al 70° Festival di Cannes. L’Italia, rappresentata da Luca Guadagnino con il suo film “Chiamami col tuo nome” (“Call Me by Your Name”), non ottiene riconoscimenti. Nessun premio anche per “The Young Pope” di Paolo Sorrentino, nella categoria miglior interprete di miniserie con Jude Law.

Golden Globe alle serie tv

I premi assegnati dalla stampa estera alle miniserie e serie televisive hanno confermato l’impegno a favore della lotta contro la violenza sulle donne. Due serie incentrate su questo tema, di taglio complesso e problematico, hanno vinto gran parte dei Golden Globe: la prima è “The Handmaid’s Tale”, che ottiene come miglior serie drammatica e miglior interprete drammatica Elisabeth Moss, la seconda è “Big Little Lies”, che conquista miglior miniserie, miglior attrice protagonista Nicole Kidman e non protagonista Laura Dern, così come miglior attore non protagonista Alexander Skarsgård.

Miglior interprete maschile è Ewan McGregor nella miniserie “Fargo”. Altri riconoscimenti sono andati poi alle serie “This is Us” (attore drammatico Sterling K. Brown), “The Marvelous Mrs. Maisel” (Miglior serie comica, miglior attrice in commedia Rachel Brosnahan) e “Master of None” (Miglior attore comico Aziz Ansari).

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