Sanità. Policlinico Gemelli: la persona al centro fra traguardi raggiunti e progetti per il futuro

Un nuovo edificio per la cura e la ricerca, un nuovo hub ambulatoriale e il primo punto ambulatoriale esterno. Sono i progetti messi in cantiere dal Policlinico Gemelli che oggi ha presentato il Bilancio di missione 2018. Intanto ha preso il via una nuova realtà di ricerca e cura per i malati di tumore. E la persona è sempre al centro

Il presente e il futuro. La Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma si racconta nelle 80 pagine del Bilancio di missione 2018 presentato oggi presso l’Aula Brasca del nosocomio, riassume i traguardi messi a segno in ricerca e assistenza clinica e lancia nuovi progetti: un nuovo edificio per la cura e la ricerca, un nuovo hub ambulatoriale e il primo punto ambulatoriale esterno. Intanto ha preso il via il Comprehensive Cancer Center, nuova realtà di ricerca e cura per i malati di tumore, sede di una strutturata ricerca sul cancro coniugata con un portfolio integrato di servizi e prestazioni che abbracciano tutto il percorso clinico-assistenziale del paziente. Obiettivo, offrire un’assistenza sempre più efficace e personalizzata, finalizzata ad accompagnare e prendere per mano il malato di tumore in tutte le fasi del suo percorso diagnostico, terapeutico e riabilitativo.

Con un unico denominatore comune: la centralità della persona.

Membro di Alleanza contro il cancro, network di cui fanno parte tutti gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico nazionali dedicati al trattamento e alla ricerca contro i tumori, il Gemelli è uno dei principali centri oncologici italiani. Circa 50mila i pazienti oncologici curati ogni anno, oltre 22mila ricoveri, oltre 1 milione di prestazioni ambulatoriali, 12.600 interventi di chirurgia oncologica, più di 26mila chemioterapie, 35mila sedute di radioterapia.

Traguardi raggiunti. Nel febbraio 2018, dopo un percorso avviato nel 2015, arriva un importante riconoscimento da parte del ministero della Salute: il Gemelli diventa Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) per le discipline “Medicina personalizzata” e “Biotecnologie innovative”. Nel frattempo vede la creazione del Pronto soccorso pediatrico e del Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy), Centro di radioterapia oncologica avanzata con tecnologie e apparecchiature uniche in Europa. “La complessità del contesto nel quale la Fondazione opera – afferma il presidente Giovanni Raimondi – rende purtroppo particolarmente gravoso garantire il pieno raggiungimento della nostra missione, che è quella di prestare buone cure a tutti. Pur soffrendo di un contingentamento di risorse dettato dalla sua formale natura di soggetto privato, l’impegno di tutti sopperisce a questa penalizzazione che ancora più ci sprona a ricercare il massimo dell’efficienza e della sostenibilità; non per perseguire mire aziendalistiche, ma proprio per garantire la continuità della nostra opera e del nostro servizio”.

Con 8 dipartimenti clinici e di ricerca, 241 unità assistenziali, 1526 posti letto, 400 trapianti effettuati in un anno, 94.919 pazienti dimessi, 82.076 accessi al pronto soccorso, 4110 nati nel 2018, 10.514.533 prestazioni ambulatoriali, il Gemelli è il secondo ospedale italiano per dimensioni. Un fiore all’occhiello è anche la ricerca: 485 i progetti – di cui 194 nuovi e finanziati da soggetti esterni per un importo pari a oltre 14 milioni di euro – e 91 le sperimentazioni cliniche attivate (con un fatturato di 6,5 milioni di euro) per un totale di oltre 20 milioni di euro. Avviati, nel corso del 2018, 10 progetti di ricerca finalizzata finanziata dal ministero della Salute per un totale di 2.102.000 euro. E tra i vincitori del finanziamento,

6 progetti hanno come principal investigator un giovane ricercatore.

Tra le principali linee di ricerca le malattie croniche complesse, l’innovazione nelle tecnologie sanitarie, la salute della donna e del bambino, le biotecnologie innovative.

In cantiere. Entro il 2019 aprirà le porte al pubblico il primo punto ambulatoriale “esterno” di I livello, dedicato ad attività sanitarie diagnostiche. Una struttura di circa 500 metri quadrati a San Basilio, zona popolare della capitale ad alta intensità abitativa. Ma il 2018 ha inoltre visto l’incubazione di due grandi progetti. Anzitutto il nuovo edificio per attività sanitarie, universitarie e di ricerca di cui nel 2020 avverrà la posa della prima pietra. Un’opera importante – quasi 30mila metri quadrati – che risponde a una logica di integrazione tra ricerca, formazione e assistenza secondo un modello organizzativo centrato sul paziente. L’edificio ospiterà spazi ambulatoriali, Day hospital e degenze per 170/200 posti letto. Prevista anche una nuova area universitaria con l’unificazione e la riorganizzazione di alcuni laboratori e nuovi spazi per i dipartimenti. Il secondo grande progetto in cantiere riguarda la realizzazione di un nuovo hub ambulatoriale presso l’attuale Residenza sanitaria di ospitalità protetta nel campus del Gemelli. L’intervento – oltre 2.500 metri quadrati – prevede un’area di accoglienza e 38 ambulatori, un’area radiologica (Rm e Tc) e una sezione radiologica con mammografo ed ecografi.

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