Scuola e famiglia. Insieme per costruire il patto educativo. E arriva il vademecum di Aimc e Forum famiglie

Sono stati presentati oggi a Roma la manifestazione “Centopiazze2018” e “Famiglia – scuola. Un dialogo possibile”, inedito vademecum a quattro mani scritto da Aimc e Forum famiglie. Obiettivo, rilanciare un’alleanza strategica per l’educazione e per costruire insieme la scuola di domani

Il patto educativo è un atto condiviso tra famiglie, insegnanti e dirigenti e va costruito insieme. E’ il messaggio lanciato oggi a Roma dall’ Aimc (Associazione italiana maestri cattolici) e dal Forum delle associazioni familiari, che sulla scorta dell’insegnamento di Papa Francesco intendono

avviare un processo fondato sulla sinergia di tutti i soggetti della comunità educante: famiglie, docenti e dirigenti scolastici

Occasione ne è stata la presentazione presso la Camera dei deputati di “Centopiazze 2018”, storica manifestazione dell’Aimc che prenderà il via sabato 6 ottobre, alla quale quest’anno si affianca anche il cartello che riunisce 45 associazioni familiari. Insieme hanno presentato anche l’inedito vademecum “Famiglia – scuola. Un dialogo possibile” firmato da Maria Grazia Colombo, vice-presidente Forum delle associazioni familiari, e Giuseppe Desideri e Giacomo Zampella, rispettivamente presidente e vicepresidente Aimc.

“Lo abbiano pensato e fatto insieme – spiega Giuseppe Desideri -: famiglie, docenti e dirigenti, una piccolissima cosa nel mare magnum dei documenti sulla scuola, ma un segnale forte” per dire che

“occorre ricostruire la corresponsabilità educativa”

indispensabile per “la crescita armonica dell’individuo”, superando “atteggiamenti di contrapposizione, che consolidano una cultura della diffidenza e della rivendicazione di prerogative di controllo e responsabilità”.

Di qui alcuni “consigli nati dall’esperienza e dal buon senso”, chiosa Maria Grazia Colombo. “La relazione tra genitori e insegnanti, o meglio, tra famiglie e scuola” richiede “tempo per la sua costruzione, e tempo per una cura costante”, si legge nel vademecum, perché solo una “relazione positiva”, è garanzia “per la promozione del processo di apprendimento e soprattutto per la gestione di problematiche inaspettate che possono verificarsi nel futuro degli studenti”. Gli adulti di riferimento, prosegue il libretto, “non mandino messaggi contraddittori: scuola e famiglia hanno, giustamente, obiettivi e prospettive diverse ma una condivisione dei valori fondamentali della convivenza civile e dell’importanza dell’apprendimento sono indispensabili per una adeguata carriera scolastica”. E ancora: quando il percorso scolastico dell’alunno è più difficoltoso – in caso di disabilità permanenti o transitorie, in situazioni di gravi rischi dovuti a devianze comportamentali, come nei casi di bullismo in tutte le sue forme ed espressioni –

“l’azione di supporto, educativa, o correttiva, è vincente solo se scuola e famiglia costituiscono un fronte comune, affiatato e solido”.

Fondamentali inoltre “la trasparenza documentale e la circolarità delle informazioni”. Il vademecum mette infine in guardia da “atteggiamenti di leggerezza nell’esprimere giudizi e opinioni” perché “superficialità nell’approcciarsi alle problematiche” o “facilità a divulgare notizie senza un’attenta verifica della veridicità” possono avere “effetti destabilizzanti”. “Non vogliamo dare istruzioni per l’uso ma occasioni di dialogo tra genitori e docenti – chiarisce Colombo -.

Seguendo l’invito di Papa Francesco nostra intenzione non è occupare spazi ma generare processi.

Qui non ci sono sigle che si sommano ma nuove forme di collaborazione”.

E al Pontefice si ricollega anche il presidente dell’Aimc sottolineando che “Centopiazze”, patrocinata dal Senato della Repubblica e dall’Ufficio nazionale educazione, scuola e università della Cei, “è la risposta operativa all’invito del Papa lo scorso 5 gennaio”, durante l’udienza privata a conclusione del Congresso nazionale a “ricostruire il ponte con le famiglie perché il patto educativo non è un pezzo di carta ma va costruito insieme giorno per giorno, da genitori, docenti e dirigenti scolastici insieme”. Cento appuntamenti, a partire dal 6 ottobre, in altrettante piazze d’Italia in occasione della XXIV Giornata mondiale dell’insegnante Unesco per “costruire insieme la scuola di domani”, si legge nel volantino. Ma anche per dimostrare, rimarca Desideri, “che lo scontro tra famiglie e docenti presentato negli ultimi mesi dai media fa certamente notizia ma non è la realtà della scuola italiana”. Quaranta, spiega, “le aggressioni nell’anno scolastico 2017-18: una realtà deprecabile ma occorre ricordare che nel nostro sistema di istruzione abbiamo oltre 8 milioni di studenti”. E l’evento – gite in bicicletta, laboratori, incontri di piazza ed anche “una band della legalità fatta dai ragazzi delle scuole con il supporto dei carabinieri” – non si esaurisce sabato: “alla chiusura di Centopiazze prenderanno il via cento progetti per consolidare l’impegno educativo”.

Sulla stessa linea Rosaria D’Anna e Giancarlo Frare, rispettivamente presidenti dell’Age e dell’Agesc, mentre Vittorio Bosio, presidente del Csi che per “Centopiazze” organizza giochi ed eventi sportivi, sottolinea il valore educativo dell’attività sportiva. Per Anna Ascani, parlamentare Pd, “educare insieme è l’unica possibilità che abbiamo”. Conclude Marco Lacarra, deputato dello stesso schieramento: “Dobbiamo riprenderci i valori di un Paese alla deriva soprattutto dal punto di vista culturale. Occorre ricostruire un rapporto che si è svalutato, e non si tratta solo di fare leggi ma di modificare una cultura”.

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