Sicurezza a scuola. Cittadinanzattiva: un crollo ogni 4 giorni. Servono procedure snelle e controlli ferrei

Italia a tre velocità con un Sud che investe poco e resta indietro sulle certificazioni. Un crollo ogni quattro giorni, tre scuole su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto. Presentati i dati di Cittadinanzattiva su 6.556 edifici

Un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre scuole su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto. Crescono gli investimenti per la manutenzione ad opera degli enti proprietari, Comuni e Province: si parla in media di 50mila euro ad edificio per interventi di manutenzione ordinaria e di 228mila euro per quelli straordinari, ma il divario fra le varie realtà regionali è notevole. Sono alcuni dati che emergono dal XVI Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva.

Il report è il risultato dell’elaborazione di dati ricavati da tre tipologie di fonti: ufficiali e/o istituzionali come Miur, Governo, Inail; per quanto riguarda gli episodi di crolli nelle scuole, le rassegne stampa locali e nazionali; un’attività di monitoraggio civico all’interno di edifici scolastici di Molise, Abruzzo, Calabria e Sicilia che ha portato alla luce alcuni casi emblematici di scuole insicure e un report scaturito dall’invio, da parte di Cittadinanzattiva, di istanze di accesso civico a 7.252 Comuni, Province e Città metropolitane, relative a 6.556 edifici scolastici di 20 Regioni sul totale delle 42.435 presenti sul territorio. Di questo totale, il 55% è stato costruito prima del 1974, anno di entrata in vigore della normativa antisismica mentre più di due istituti su cinque si trovano in zona ad elevata sismicità.

Per ricostruire, ristrutturare o mettere in sicurezza gli edifici scolastici sopperendo ai ritardi del passato, secondo Cittadinanzattiva

servirebbero 15-20 miliardi di euro in almeno 10 anni

Tuttavia, in attesa della nuova Anagrafe, è altrettanto importante individuare gli istituti sui quali intervenire prioritariamente.

Dall’indagine emerge una Italia a tre velocità, sia sulla manutenzione che sull’adempimento delle norme e delle certificazioni richieste dalla legge.

Ad investire di più sulla manutenzione ordinaria è la Lombardia (quasi 119mila euro), meno la Puglia (non si arriva ai 3mila euro) e la Calabria (2.440 euro); la verifica di vulnerabilità sismica è stata effettuata solo nel 2% delle scuole calabresi e nel 59% di quelle umbre, il certificato di prevenzione incendi è presente nel 69% degli istituti del Trentino Alto Adige e solo nel 6% di quelli laziali.

Cinquanta gli episodi di crolli e distacchi di intonaco avvenuti tra settembre 2017 e settembre 2018;

più di un episodio ogni quattro giorni di scuola. Ad essere interessate, in particolare, scuole della Campania (8 casi), del Lazio (7) e della Lombardia (6). Questi casi hanno provocato il ferimento, per fortuna lieve, di dieci bambini e bambine, di due docenti e di una addetta alle pulizie, ma si aggiungono ai 156 censiti nei precedenti anni scolastici per un totale di 206 episodi in cinque anni.

Per quanto riguarda la sicurezza sismica, più di due scuole su cinque (18.665) si trovano in zone ad elevato rischio (zona sismica 1 e 2),

in particolare in Sicilia (3.832), Campania (3.458) e Calabria (2.399). Nonostante ciò, solo per il 29% degli edifici è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica (che sarà obbligatoria entro fine dicembre). Fanalino di coda Calabria (solo 2% con verifica), Campania (4%) e Sicilia (7%), regioni in cui insistono un maggior numero di scuole in zone ad elevata sismicità. Solo il 9% delle scuole è stato migliorato dal punto di vista sismico e ancor meno (5%) è stato adeguato sismicamente. Sul miglioramento sismico, va meglio per le scuole del Molise (dove l’intervento è stato effettuato nel 41% delle strutture”.

Per il presidente nazionale dell’Anp (Associazione nazionale presidi) Antonello Giannelli, il problema sicurezza “riguarda circa otto milioni di studenti, per lo più minori, e circa un milione di lavoratori”. Necessario “potenziare le tecnostrutture, non solo coprendo le carenze di personale, ma inserendo figure realmente competenti”. Il problema più grave, conclude, riguarda controsoffittature solai che dovrebbero essere controllati in tutti gli istituti. Dal presidente Anp la proposta che in caso di pericolo grave i dirigenti scolastici abbiano facoltà di interdire l’uso dei locali e di ordinarne l’evacuazione.

Cittadinanzattiva chiede da parte sua “procedure snelle e rapidità negli interventi” per ridurre drasticamente alcuni passaggi, a partire dalla ricostruzione delle scuole nelle zone colpite dal sisma del Centro Italia che richiedono un’accelerazione immediata. Necessario “un controllo ferreo, individuando figure specifiche e prevendendo sanzioni economiche e penali, qualora si accertino responsabilità sulla mancata o errata esecuzione dei lavori”. Indispensabili anche modifiche normative per chiarire le responsabilità in materia di sicurezza scolastica (legge 81/2008) e ripensare gli spazi superando la prospettiva “aula centrica” (decreto ministeriale del 18/12/1975). Occorre infine “accelerare l’avvento della nuova Anagrafe dell’edilizia scolastica” e “considerare prioritaria la verifica di vulnerabilità sismica per tutte le scuole”.

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