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Elezioni europee, alleanza tra giornalisti per tagliare la strada alle fake news

Per contrastare la disinformazione sul voto per il rinnovo dell'Europarlamento 19 testate sono in campo con factcheckeu.info. “Il nostro obiettivo”, spiega il comitato editoriale, “è creare un collegamento diretto con i nostri lettori e ripristinare una certa fiducia nei media”

Un sito interessante è decollato in queste settimane grazie alla collaborazione tra 19 media europei, di 13 Paesi diversi, per “verificare la campagna elettorale in vista delle elezioni europee di maggio 2019”. Www.factcheckeu.info offre analisi delle notizie false o distorte che spesso circolano sull’Europa e dà la possibilità di porre domande sulle elezioni a cui i giornalisti delle testate partner si impegnano di rispondere dopo aver verificato i fatti. “Il nostro obiettivo”, spiega il comitato editoriale, “è creare un collegamento diretto con i nostri lettori e ripristinare una certa fiducia nei media, rendendoli trasparenti rispetto alle proprie scelte, e rispondendo direttamente alle domande del pubblico, indipendentemente dall’affiliazione politica”.
Tra le testate che vi partecipano ci sono ad esempio Le Monde, France Press, Libération e France 24; italiane sono Lavoce.info e Pagella politica; ha aderito Observador per il Portogallo, The Journal dall’Irlanda, Faktograf dalla Croazia e Patikrinta 15min, sito di fact-checking in comune tra i tre Paesi baltici. Si tratta di testate che sono entrate a far parte dell’International Fact-Checking Network (Ifcn) e si impegnano quindi al rispetto di “12 requisiti in materia di trasparenza, etica, metodologia e imparzialità”.Elezioni, immigrazione, legislazione, politica, economia, social sono le categorie in cui sono ripartiti i quesiti sollevati dagli internauti o affrontati dalle testate. Per esempio: si spiega perché sia impreciso il dato che il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha dichiarato in una intervista su La Stampa (6 maggio) riguardo al crollo del 95% degli arrivi di migranti in Europa rispetto al 2015. In un altro pezzo ancora si analizza una affermazione (distorta ed esagerata) fatta dal partito di estrema destra tedesco AfD secondo cui 1,4 milioni di richiedenti asilo starebbero aspettando i loro biglietti per la Germania. O ancora si spiega perché non sia corretto quanto affermato da Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di sinistra La France Insoumise, secondo cui la Banca centrale europea deterrebbe un quarto del debito pubblico della Francia.
Il sito dichiara di essere un “progetto totalmente indipendente dalle istituzioni dell’Ue e da qualsiasi altro attore governativo” e rende noti i suoi proventi: Libération e Datagif hanno lanciato la piattaforma grazie a un finanziamento di 50mila dollari del Poynter Institute, mentre per sostenere i costi di gestione e delle traduzioni nelle 11 lingue del sito intervengono Google (44.000 euro), l’Open Society Initiative per l’Europa (40.000) e la stessa Ifcn (10.000).

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