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Consiglio d’Europa, paladino dei diritti umani. “Nazionalismo e populismo nuove minacce”

L'Organizzazione con sede a Strasburgo è stata fondata all'indomani delle guerre mondiali, il 5 maggio 1949. Alla vigilia del compleanno, una dichiarazione per il Sir firmata dal segretario generale Thorbjørn Jagland, dal presidente dell’Assemblea parlamentare Liliane Maury Pasquier e dal presidente del Comitato dei ministri Timo Soini. Quarantasette gli Stati aderenti, con obiettivi comuni: pace, democrazia e stato di diritto, tutela dei diritti fondamentali, promozione della diversità culturale. Tra le sfide più urgenti la gestione della rivoluzione avviata dall’intelligenza artificiale, il flagello della schiavitù moderna e una crescente disuguaglianza in molte società in Europa

Il Consiglio d’Europa, a settant’anni dalla sua fondazione, è la più importante organizzazione del nostro continente per la difesa dei diritti umani. 47 Stati membri si sono riuniti per concordare norme comuni in materia di diritti umani, democrazia e Stato di diritto. Tutte le persone che vivono in questo spazio giuridico comune, 830 milioni, hanno il diritto fondamentale di presentare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Questo rappresenta un fatto senza precedenti nella storia europea, un traguardo che dovremmo festeggiare.

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la Carta sociale europea sono le radici vitali che permettono alla nostra Organizzazione di crescere.

Nel corso degli anni il Consiglio d’Europa si è avvalso di questi diritti, applicandoli a casi specifici e offrendo un’ulteriore protezione alle persone. Ciò ha comportato l’elaborazione di nuovi strumenti giuridici sulla base delle norme concordate in comune. Abbiamo così agito per proteggere le minoranze nazionali e le lingue regionali e minoritarie, nonché per combattere lo sfruttamento sessuale, gli abusi sui minori, la violenza contro le donne e la violenza domestica. Abbiamo adottato misure per prevenire atti di tortura e pene o trattamenti disumani e degradanti, per combattere la tratta di esseri umani e il traffico di organi e per porre fine alle violazioni di dati personali e alla cibercriminalità. Abbiamo anche svolto un ruolo attivo nel garantire la sicurezza e l’integrità dello sport, l’accessibilità della cultura europea e un’educazione che promuova la parità, l’integrazione e la cittadinanza democratica.

Il mondo moderno si trova ad affrontare sfide sempre nuove. Oggi queste includono la gestione della rivoluzione avviata dall’intelligenza artificiale, il flagello della schiavitù moderna e una crescente disuguaglianza in molte delle nostre società. Nei prossimi anni, inoltre, emergeranno problemi ora inimmaginabili. Un Consiglio d’Europa forte, con il suo Comitato dei ministri e l’Assemblea parlamentare, saprà sfruttare il sistema delle Convenzioni – e la volontà degli Stati membri – per fornire soluzioni multilaterali a vantaggio dei cittadini di tutto il continente.
Naturalmente vi sono anche sfide maggiori.

Rigurgiti di nazionalismo estremo e populismo costituiscono una minaccia diretta ai valori della nostra Organizzazione e alla cooperazione internazionale da cui la nostra sicurezza democratica dipende.

Il Consiglio d’Europa è stato fondato al termine di due devastanti guerre mondiali proprio in risposta a tali sfide. Le istituzioni della nostra Organizzazione e i nostri 47 Stati membri porteranno avanti questo impegno insieme ai nostri partner europei e internazionali: l’Ue, l’Osce, l’Onu e molti altri. Offriremo il nostro contributo per garantire un futuro migliore.

Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa.
Liliane Maury Pasquier, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa
Timo Soini, ministro degli Affari esteri della Finlandia e presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa

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