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Volontariato in Europa: un popolo di 100 milioni di persone

Sono oltre 100 milioni gli adulti coinvolti nel volontariato in Europa. Nei Paesi Ue circa il 22-23% delle persone di età superiore ai 15 anni sono impegnate in qualche attività di volontariato. Le organizzazioni religiose rappresentano il terzo più importante settore del volontariato in Europa, dopo lo sport e l'istruzione. Questi alcuni dei dati più significativi che emergono da un’indagine presentata a Poznań ai vescovi europei sul volontariato cattolico in Europa. “Non esiste nessun’altra istituzione in Europa che contribuisca così ad ampio raggio al volontariato e promuova forme di volontariato così diversificate come la Chiesa cattolica”

foto SIR/Marco Calvarese

Un vero e proprio “popolo della solidarietà in Europa”. Silenzioso ma fortemente motivato. Si stima che ci siano oltre 100 milioni di adulti coinvolti nel volontariato. Questo significa che nei paesi dell’Unione europea circa il 22-23% delle persone di età superiore ai 15 anni sono impegnate in qualche attività di volontariato. Le organizzazioni religiose rappresentano il terzo più importante settore del volontariato in Europa, dopo lo sport e l’istruzione. Le credenze religiose sono essenziali nel motivare al volontariato. È la fotografia dell’“altra Europa” scattata da un’indagine sul volontariato, promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) e curata dall’Istituto di statistica della Chiesa cattolica in Polonia. Lo studio sul “volontariato cattolico in Europa” è stato presentato questa a Poznań, in Polonia, ai presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa riuniti per la loro annuale assemblea plenaria. Si tratta di un’indagine complessa: partendo da dati esistenti e ricerche sul volontariato in Europa, ha posto quest’anno una serie di domande “aperte” a un gruppo di esperti di “volontariato cattolico” a livello nazionale di 27 Conferenze episcopali in rappresentanza di 29 Paesi.

Piattaforma di incontro e collaborazione. Dall’indagine emerge che in quasi tutti i Paesi europei le organizzazioni e le istituzioni cattoliche godono di uno status giuridico (civile) “autonomo”, sono riconosciute dallo Stato come uguali dal punto di vista legale alle organizzazioni civili non governative o alle organizzazioni non-profit (Ong).

Gli europei sono caratterizzati da un forte atteggiamento positivo nei confronti del volontariato

e, soprattutto nei Paesi occidentali, il volontariato e il terzo settore sono ben istituzionalizzati. Il volontariato – si legge ancora nella sintesi della ricerca – “è una piattaforma d’incontro tra cattolici e non cattolici”. Ci sono, cioè, molti cattolici impegnati nel “volontariato non cattolico” e ci sono anche non cattolici che fanno volontariato in organizzazioni cattoliche. “Sono attratti dall’immagine positiva della Chiesa o semplicemente da questioni pratiche”, spiegano gli esperti. E comunque, generalmente “non c’è competizione tra volontariato cattolico e non cattolico. Questo è il motivo per cui il volontariato rappresenta una forma di dialogo interreligioso e di ecumenismo”.

Via di evangelizzazione, soprattutto per i giovani. Generalmente il volontariato è associato con un ampio spettro di motivazioni, da quelle più psicologiche, come “la gioia e il piacere”, a quelle molto più “teologiche”, come la “chiamata” e la “missione”.

La fede costituisce “una motivazione importante per il volontariato”.

Alcuni esperti hanno anche segnalato come “l’impegno nel volontariato corrisponda all’impegno nei confronti della comunità religiosa” ed è veicolo di insegnamento “morale cattolico”. Il concetto di volontariato implica infatti una visione cristiana dell’uomo come una “persona libera”, chiamata al “dono disinteressato di sé”. Per questo il volontariato “cattolico” produce anche degli effetti sulla formazione e rappresenta anche un’opportunità per l’evangelizzazione e la pastorale giovanile.

Alcuni non cattolici che fanno volontariato in organizzazioni cattoliche, specialmente i giovani, si rivolgono alle organizzazioni cattoliche perché “sono alla ricerca di una spiritualità”.

Il volontariato influenza lo “spirito di solidarietà in Europa”. “Il volontariato plasma l’Europa moderna e rappresenta una forma pratica di solidarietà”, scrivono i ricercatori nella sintesi dell’indagine. “Il volontariato non riguarda solo quello che facciamo o come ci comportiamo. Implica una spiritualità. Ecco perché il volontariato e la religione sono strettamente interconnessi. La fede e le organizzazioni religiose sono componenti fondamentali del volontariato e contribuiscono allo spirito di solidarietà in Europa. Il cattolicesimo incarna un aspetto importante di questo spirito europeo di solidarietà.

Non esiste nessun’altra istituzione in Europa che contribuisca così ad ampio raggio al volontariato e promuova forme di volontariato così diversificate come la Chiesa cattolica”.

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