Come bambini nelle braccia di Dio

"Siamo nell'Anno della fede - ha detto il Papa - che ho voluto per rafforzare proprio la nostra fede in Dio in un contesto che sembra metterlo sempre più in secondo piano"

Circondato da un grande affetto, palpabile e coloratissimo, Benedetto XVI ha parlato stamane per l’ultima volta dal sagrato della basilica di San Pietro di fronte a oltre 150mila persone e alle telecamere di decine di emittenti internazionali. È stato questo lo "spettacolo" odierno dal Vaticano, "centro del mondo" per il sistema della comunicazione che guarda ormai con un interesse quasi spasmodico all’uscita di scena di Benedetto XVI e all’imminente Conclave che sceglierà il suo successore. E il Papa non ha deluso i presenti e i milioni di persone collegate con radio e tv in tutto il mondo. Ha aperto il suo discorso collocando l’evento odierno nel 50° del Concilio, da lui proclamato "Anno della fede". "Siamo nell’Anno della fede – ha detto – che ho voluto per rafforzare proprio la nostra fede in Dio in un contesto che sembra metterlo sempre più in secondo piano. Vorrei invitare tutti a rinnovare la ferma fiducia nel Signore, ad affidarci come bambini nelle braccia di Dio, certi che quelle braccia ci sostengono sempre e sono ciò che ci permette di camminare ogni giorno anche nella fatica".

Il Papa non è solo nella guida della "barca di Pietro". "In questo momento il mio animo si allarga per abbracciare tutta la Chiesa sparsa nel mondo" ha detto, assicurando di voler raccogliere "tutto e tutti nella preghiera per affidarli al Signore". Un discorso, quello odierno di Benedetto XVI, segnato dalle parole "speranza", "fiducia", "gioia", tipiche di tutti i suoi interventi sia di natura magisteriale sia pastorale. Parlando della Chiesa come "barca di Pietro", ha subito ricordato i "tanti giorni di sole e di brezza leggera", ma anche i "momenti in cui le acque erano agitate e il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa e il Signore sembrava dormire". Facendo quasi un accenno diretto alle recenti voci e accuse riguardo ai suoi collaboratori in Vaticano, Benedetto XVI ha poi affermato: "Un Papa non è solo nella guida della barca di Pietro, anche se è sua la prima responsabilità; e io non mi sono mai sentito solo nel portare la gioia e il peso del ministero petrino; il Signore mi ha messo accanto tante persone che, con generosità e amore a Dio e alla Chiesa, mi hanno aiutato e mi sono state vicine". Ha quindi subito precisato a chi si riferisse: "Anzitutto voi, cari Fratelli Cardinali: la vostra saggezza, i vostri consigli, la vostra amicizia sono stati per me preziosi; i miei Collaboratori, ad iniziare dal mio Segretario di Stato che mi ha accompagnato con fedeltà in questi anni; la Segreteria di Stato e l’intera Curia Romana, come pure tutti coloro che, nei vari settori, prestano il loro servizio alla Santa Sede: sono tanti volti che non emergono – ha affermato -, rimangono nell’ombra, ma proprio nel silenzio, nella dedizione quotidiana, con spirito di fede e umiltà sono stati per me un sostegno sicuro e affidabile".

Pregare per la scelta del successore. Nella parte centrale della sua riflessione, Benedetto XVI ha fatto riferimento ai "segni commoventi di attenzione, di amicizia e di preghiera" ricevuti da "tantissime persone" che gli hanno espresso "affetto che nasce dall’essere insieme con Cristo Gesù, nella Chiesa". Un discorso, quest’ultimo del Papa, nel quale ha ribadito ripetutamente il suo amore per la Chiesa che – ha ricordato – "non è un’organizzazione, non un’associazione" ma "un corpo vivo, una comunione di fratelli e sorelle". "Sperimentare la Chiesa in questo modo e poter quasi toccare con le mani la forza della sua verità e del suo amore": questo il sentimento prevalente che Benedetto XVI ha evidenziato con forza e anche con commozione. Sentimenti che sono emersi quando ha poi fatto cenno alla sua decisione di rinunciare, "nella piena consapevolezza della sua gravità – ha affermato – avendo sempre davanti il bene della Chiesa e non se stessi". Una scelta difficile ma con la certezza "che il Papa ha veramente fratelli e sorelle, figli e figlie in tutto il mondo, e che si sente al sicuro nell’abbraccio della loro comunione". Sicurezza che ha poi espresso anche riguardo alla scelta del suo successore, affidata ai cardinali per i quali ha chiesto ai fedeli "di pregare" in quanto "chiamati a un compito così rilevante".

"Resto nel recinto di San Pietro". Il Papa non ha evitato gli aspetti più "riservati" legati alla sua decisione. A proposito dei motivi personali: "In questi ultimi mesi ho sentito come le mie forze erano diminuite e ho chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarmi… per farmi prendere la decisione più giusta non per il mio bene, ma per il bene della Chiesa". Così, dopo aver assunto la decisione, Benedetto XVI ha ricordato un elemento fondamentale che attiene alla persona del Papa: "Il ‘sempre’ è anche un ‘per sempre’ – non c’è più un ritornare nel privato". "Non ritorno alla vita privata – ha detto – non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso". Ha anche detto: "Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di San Pietro". In conclusione ha voluto ancora una volta rincuorare tutti i credenti: "Cari amici! Dio guida la sua Chiesa, la sorregge sempre anche e soprattutto nei momenti difficili. Non perdiamo mai questa visione di fede, che è l’unica vera visione del cammino della Chiesa e del mondo". Le sue ultime parole sono state: "Nel nostro cuore, nel cuore di ciascuno di voi, ci sia sempre la gioiosa certezza che il Signore ci è accanto, non ci abbandona, ci è vicino e ci avvolge con il suo amore. Grazie!".

(27 febbraio 2013)

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