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RASSEGNA STAMPA

Le minacce di Al Qaeda e lo stop alle trattative della Commissione europea fanno da sfondo, sui quotidiani italiani del 30 novembre, alla visita del Papa in Turchia. “Al Qaeda minaccia il Papa in Turchia” è l’apertura del CORRIERE DELLA SERA , analogamente a LA REPUBBLICA (“Al Qaeda minaccia il Papa”) e LA STAMPA (“L’Europa congela la Turchia. Al Qaeda, attacco al Papa”). “Minacce al Papa” è anche la scelta de IL TEMPO , mentre IL MESSAGGERO in prima pagina sceglie il titolo “Il Papa: pace in Terra Santa. Al Qaeda lo attacca”. “Abbraccio del Papa al piccolo gregge” l’apertura di AVVENIRE . Gli articoli delle maggiori testate escono non firmati per protesta sindacale.

“Colpisce la nettezza dell’apertura di Benedetto XVI alla possibilità di avvicinamento all’Unione Europea da parte della Turchia, e colpisce ancora di più proprio mentre l’Europa si mostra esitante, cavillosa, persino freddamente burocratica” nota l’articolo di fondo del CORRIERE DELLA SERA . Il Papa, prosegue, “nella sua storica visita ad Ankara e Istanbul, conferisce alle parole solennemente pronunciate un senso epocale, affronta la questione dell’identità europea con il coraggio che si deve alle decisioni che hanno un’importanza storica fondamentale” . D’altra parte, “l’Europa ha il diritto di chiedere alla Turchia garanzie fondamentali sul rispetto di quei parametri fondamentali di libertà e di diritto” , ma “deve dare l’impressione d’ingaggiare un negoziato vero, e di credere sul serio nei valori irrinunciabili la cui osservanza viene chiesta ad Ankara”.

Analoga critica sulla decisione dell’Ue appare su LA REPUBBLICA : “Non una sola ragione politica giustifica quest’ulteriore umiliazione inflitta ad un Paese che è fondamentale agli interessi strategici dell’Europa e ha già accumulato sufficienti motivi per ritenersi trattato ingiustamente” , riporta un commento in prima pagina dal titolo “La porta in faccia” , che prosegue ricordando come la Turchia rappresenti “un alleato cruciale per un’Europa che voglia contare” , ma “stando ai sondaggi d’opinione, da alcuni anni è in crescita costante la quota di turchi che non vuole più saperne dell’Europa”. “Molto è stato inflitto alla Turchia in questi mesi” , osserva; il rischio è che “tra qualche mese l’Unione potrebbe scoprire che non sta ‘perdendo la Turchia’: la sta consegnando a partiti che esprimono una certa ansia di farcela pagare”.

IL SOLE 24 ORE evidenzia la “calorosa accoglienza” che la stampa turca ha riservato al Pontefice, che “ha saputo entrare, con i piccoli gesti spontanei e non solo con le parole, in sintonia con i turchi” . “Una bandiera turca sventolata (dal Papa, ndr ) , l’appoggio all’integrazione Ue, un’apertura al dialogo e al rispetto tra le religioni, una visita alla Moschea Blu, e subito chi fomenta lo scontro tra le civiltà ne intravede il pericolo per le strategie del terrore planetario”.

Per LA STAMPA la minaccia via Internet di Al Qaeda è una “dichiarazione velenosa… più che per Benedetto XVI, per la Turchia”. “La perfidia è messa in coda – sottolinea – quando l’attacco è per il suo padre fondatore, Mustafà Kemal Ataturk” , definito dai terroristi “l’ebreo” . Ciò “vuol dire, per gli ambienti islamici radicali e fondamentalisti, rileggere la storia della laicità della Turchia e delle riforme del suo fondatore” ed “è probabile che la velenosa dichiarazione dall’Iraq finisca per alimentare il caos nella politica turca, stretta tra le richieste dell’Unione europea, le elezioni presidenziali in primavera e quelle politiche nel novembre dell’anno prossimo”.

Collega l’evento alla politica italiana L’UNITÀ , che in un corsivo dal titolo “Destra italiana, gli orfani dello scontro di civiltà” sottolinea come “lo sbarco di Benedetto XVI in terra turca” sia avvenuto “all’insegna della più ecumenica volontà di dialogo tra le fedi e le civiltà” , interpretandolo come “un autentico smacco” per quei “devotissimi atei della destra italiana, usi a farsi scudo della fede altrui per propagandare il proprio integralista credo occidentale”.

Mentre su IL GIORNALE don Gianni Baget Bozzo sostiene che “il problema turco è grave per l’Europa, perché la Turchia è parte fondamentale dell’equilibrio occidentale europeo e al tempo stesso è profondamente diversa dall’Europa non solo per la religione musulmana, ma per la sua forma singolare di secolarità” . “Andando in Turchia – aggiunge – il Papa non poteva non riconoscere che gli sforzi turchi per raggiungere la comunità europea vanno nella direzione che un cristiano chiede” , perciò “non sarà la Chiesa ad assumersi le responsabilità del fallimento del negoziato di adesione della Turchia all’Unione Europea”.

Infine, su AVVENIRE , che bolla come “delirante” il messaggio di Al Qaeda, mons. Gianfranco Ravasi osserva che a Efeso “la voce di Benedetto XVI si fa appassionata e cerca di raggiungere anche Gerusalemme e tutti i confini della terra, partendo proprio dall’Anatolia ponte naturale tra i continenti” , per lanciare un messaggio di pace e indicare la strada verso “una serenità che brilla non solo nel cielo di Efeso ma anche all’orizzonte del dialogo tra fede e culture, meta ultima di questo itinerario papale”.

(30 novembre 2006)

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